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VALUTAZIONE DELLA STABILITA’ DEGLI ALBERI CON METODO V.T.A. (Visual Tree Assessment)

19 Set

Leggi l’articolo sul nostro nuovo sito www.alberosano.it

Alberosano è specializzato nella valutazione della stabilità degli alberi mediante il metodo VTA (Visual Tree Assessment), metodo codificato e riconosciuto in sede legale in Germania ed in altri Stati Europei tra cui l’Italia.

Il metodo VTA è stato messo a punto dal Prof. C. Mattheck , dell’Università di Karlshure (Germania) e si basa su l’assunto che i difetti statici interni di un albero sono solitamente collegati a determinati sintomi visibili esternamente.

Il metodo VTA. consente quindi l’identificazione dei soggetti arborei a rischio statico attraverso l’individuazione ed il riconoscimento di sintomi esterni caratteristici.

Il metodo si basa su due fasi di indagine:

–      Analisi visiva: l’individuo arboreo è sottoposto ad accurata osservazione di ogni sua parte (apparato radicale, colletto, fusto, castello, chioma) per valutarne le condizioni vegetative in relazione al sito di impianto e alla storia dell’albero (potature che ha subito, modificazioni del substrato, etc.).

 –       Quando l’analisi visiva non è sufficiente o qualora si voglia un’ispezione più approfondita si ricorre a l’analisi strumentale, basata appunto su misurazioni  strumentali con apparecchiature specifiche per la valutazione dei tessuti legnosi interni.

Gli strumenti diagnostici maggiormente usati sono il martello ad impulsi, il penetrometro, il fractometro e il tomografo sonico ad impulsi Arbotom®.

Ogni strumento ha delle proprie caratteristiche; il penetrometro, molto impiegato e diffuso, è in grado di misurare la consistenza e la resistenza meccanica del legno interno ad una qualsiasi parte della pianta (colletto, rami, fusto) in maniera puntuale.

Da l’analisi effettuata con il penetrometro si individua quindi la porzione di legno sano residuo rispetto al raggio della porzione esaminata.

Sulla base dei risultati conseguiti si può attribuire a ciascun individuo arboreo oggetto dell’analisi una classe di propensione al cedimento, come stabilito dalla nuova classificazione definita dalla S.I.A. (Società Italiana di Arboricoltura).

Di seguito si riportano le classi di propensione al cedimento:

 

 

Per approfondire si rimanda alle pagine dedicate a l’argomento a cura della Società Italiana di Arboricoltura (S.I.A.).

http://www.isaitalia.org/sezioni-collegi-sia/stabilita-degli-alberi/156-nuove-classi-di-propensione-al-cedimento.html

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Come potare gli alberi

19 Set

La potatura degli alberi è uno degli interventi più comuni in ambito urbano; può essere eseguita per ragioni di sicurezza, per motivi di ordine fitopatologico (potature curative) o per ragioni di incolumità delle persone.

In bosco tali ragioni decadono perché il rischio per persone e cose è molto ridotto e sarebbe oltremodo ambizioso anche solo pensare di migliorare l’armonia e la bellezza di una foresta.

In città in condizioni ideali un albero sano, con una struttura equilibrata, sufficiente spazio per l’accrescimento e in idonee condizioni ambientali, non ha bisogno di potature per lunghi periodi.

Nella realtà però, nelle nostre aree urbane, le piante sono spesso messe a dimora in ambienti inadatti e in spazi angusti, diventa quindi molto importante intervenire con opportuni interventi di potatura che consentono di prevenire o correggere problemi legati alla stabilità degli individui arborei, alla salute o all’aspetto estetico.

Ogni taglio eseguito modifica l’accrescimento della pianta, alterandone la struttura asportando riserve energetiche e causando un dispendio di energie per la cicatrizzazione della ferita; quindi i tagli dovrebbero essere di ridotte dimensioni (è preferibile potare più spesso ed in maniera meno incisiva piuttosto che effettuare potature drastiche con conseguenti ferite difficile da cicatrizzare per la pianta).

Il periodo più adatto per eseguire la potatura delle parti verdi è quello di massimo riposo vegetativo dell’albero, all’incirca da novembre a marzo (ottimale dicembre – febbraio per via delle temperature più basse).

Di fondamentale importante è anche eseguire un corretto taglio del ramo che si intende eliminare, cercando di tagliare il più possibile rasente al suo collare ma sempre salvaguardando l’ingrossamento basale (meristema) che rappresenta un concentrazione di tessuti che cicatrizzano facilmente.

potatura

Illustrazione di angoli di taglio differenti a seconda delle situazioni ma tutti corretti (estratto dal “Manuale per i tecnici del verde urbano” – Città di Torino)

Le tecniche di potatura praticate sono varie (spuntatura, speronatura, taglio di ritorno, diradamento, etc) ed hanno finalità differenti provocando anche  differenti risposte fisiologiche della pianta.

potatura

Esempio di potatura di diradamento della chioma (estratto da “Manuale per Tecnici del Verde Urbano – Città di Torino”

E’ fondamentale, qualora si intenda far potare le proprie piante, rivolgersi a personale qualificato, che operi a regola d’arte nel pieno rispetto della fisiologia della pianta ed evitando operazioni dannose per il benessere della pianta  (per esempio la capitozzatura).

capitozzi

Esemplari di pino d’Aleppo orrendamente capitozzati

I tagli di potatura devono inoltre essere eseguiti in maniera corretta, con strumenti ben affilati, evitando slabbrature e non lasciando monconi favorendo in questo modo la formazione del  callo di cicatrizzazione.

Per approfondimenti ti consigliamo di scaricare il seguente materiale informativo edito da:

  Società Italiana di Arboricoltura – S.I.A. potatura