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AFIDE DEL CIPRESSO

19 Ago

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Negli ultimi anni condizioni climatiche, caratterizzate da primavere umide ed inverni miti, hanno favorito la presenza e la diffusione dell’afide del cipresso.

Cinara cupressi

Il Cinara cupressi, comunemente detto afide del cipresso è un fitomizo: un insetto dotato di apparato boccale pungente-succhiatore che si nutre della linfa elaborata dalle foglie e dei giovani rametti dei cipressi. Questo afide ha un colore grigio-bruno bronzeo scuro ed una lunghezza di circa 2-3 mm.  

Alcuni individui di afide del cipresso su un rametto (fonte http://goo.gl/aVdxTs)

Alcuni individui di afide del cipresso su un rametto (fonte http://goo.gl/aVdxTs)

Sintomatologia e danni

Le punture sui germogli e sui giovani rametti determinano disseccamenti più o meno diffusi della chioma. Le parti attaccate hanno un colore che vira dal verde al color ruggine, con toni rossastri nei casi di attacchi più avanzati. Gli attacchi sulla stessa pianta possono essere contemporanei e determinati da un numero anche elevato di individui concentrati in aree limitate.

Chioma attaccata dall'afide del cipresso

Chioma attaccata dall’afide del cipresso (Foto gentilmente concessa dalla Dott.For.Adolfa Pinelli)

Le parti attaccate della chioma si caratterizzano per la presenza di melata, secrezione zuccherina degli afidi e dalla successiva possibile presenza di fumaggine. Solitamente gli attacchi del Cinara cupressi non determinano la morte delle piante, tuttavia nei casi più importanti ne causano l’indebolimento, talvolta grave, e determinano la possibile insorgenza di attacchi secondari di altri patogeni. 

Lotta

Il Cupressus sempervirens, a differenza del Cupressus arizonica, è in grado di reagire all’attacco dell’afide ricostituendo gradualmente la chioma. Per tale motivo si sconsiglia l’abbattimento e la potatura di un cipresso attaccato dal Cinara cupressi e si raccomanda invece di valutare nel tempo il recupero della pianta. Solo nei casi più gravi infatti l’albero dovrà essere abbattuto. E’ possibile limitare i danni dell’attacco da Cinara cupressi con immediati trattamenti da eseguire preferibilmente ancor prima che l’albero manifesti i danni. 

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L’emergenza “Punteruolo rosso”

13 Set

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Il Rhynchophorus ferrugineus, meglio conosciuto con il nome di Punteruolo rosso delle palme, è un coleottoro curculionide.

La specie è diffusa in Asia sud orientale dove arreca gravi danni alle piantagioni di palma da cocco.

Negli anni 80 l’insetto è stato segnalato nella penisola araba e, a partire dal 1990, in Iran, Egitto, Giordania, Israele e territori palestinesi.

Dal medio oriente l’insetto si è poi inevitabilmente diffuso in Europa a causa delle importazioni di palme ornamentali; nel 1996 il puntuerolo rosso è stato segnalato nel Sud della Spagna mentre in Italia la sua presenza è stata accertata nel 2004 e 2005 in Toscana, Sicilia e Campania e nel 2006 nel Lazio.

I danni:

Il puntuerolo rosso infesta diverse specie di palme (Phoenix, Whashingtonia, Corypha, etc.) anche se in Italia è stato segnalato quasi esclusivamente su piante del genere Phoenix (Phoenix canariensis e Phoenix dactylifera).

I sintomi inequivocabili di infestazione da puntuerolo rosso sono rappresentati dalla forma della chioma con tutte le foglie ripiegate verso il basso, in una tipica forma ad ombrello; questo rappresenta l’ultimo stadio prima del disseccamento totale della pianta.

Lotta:

Le misure più efficaci per la difessa delle palme dal puntuerolo rosso sono quelle preventive.

E’ opportuno procedere con accurate ispezioni periodiche sugli individui che potenzialmente potrebbero venire attaccati dall’insetto, evitare potature nel periodo primaverile –estivo ma intervenire nel periodo invernale quando gli adulti di puntuerolo rosso non volano.

Nel caso di palme già manifestamente attaccate da puntuerolo rosso, a seconda del grado di infestazione, si può decidere caso per caso se sia possibile il salvataggio delle piante attraverso trattamento endoterapico e/o trattamenti su chioma con dendrochirurgia, oppure si renda necessario l’abbattimento della pianta. Nel caso l’abbattimento sia l’unica soluzione possibile, la pianta deve essere smaltita secondo le norme vigenti per evitare il diffondersi del patogeno.

Normativa vigente – Lotta obbligatoria

La lotta al puntuerolo rosso è obbligatoria nelle regioni in cui è presente l’insetto.

Nella Regione Lazio è stato emanato il “Piano d’azione regionale per il contenimento e l’eradicazione del puntuerolo rosso” da parte del Servizio Fitosanitario del Lazio, pubblicato nella DeterminazioneA 6505 del 29 Novmbre 2010.

Anche il Comune di Roma si è dotato di uno strumento legislativo per contrastare questo temibile insetto con l’ordinanza del Comune di Roma del 03 marzo 2010 che indice le azioni di profilassi e le procedure relative alla lotta obbligatoria contro il puntuerolo rosso.

L’ordinanza obbliga i privati al corretto smaltimento delle piante infestate, qualora queste debbano essere irrimediabilmente abbattute, ma dà anche precise indicazioni sulle norme di prevenzione.