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Resistograph® IML Resi PD 400®

20 Ago

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Alberosano dispone del Resi PD 400® IML® uno dei modelli più avanzati di dendrodensimetro in commercio.

Il Resistograph® o dendrodensimetro, è uno strumento che consente di valutare la densità del legno attraverso la misurazione della resistenza alla micro-perforazione; può essere usato sia sul legname da opera sia su alberi vivi.

Analisi strumentale su alberi in piedi

L’impiego del Resistograph sugli alberi consente di determinare la densità del legno, valutare le caratteristiche delle cerchie annuali del legno, individuare eventuali anomalie nel fusto e/o carie e stimarne l’estensione; inoltre permette di evidenziare precocemente la presenza di alterazioni interne anche quando queste non sono rilevabili attraverso un’ispezione esterna del fusto.

L’esame strumentale non sostituisce l’esame visivo mediante V.T.A., bensì permette di quantificare l’entità dei difetti rilevati o sospettati durante l’esame stesso.

Tutte le parti legnose dell’albero possono essere indagate con questo strumento, dal colletto (la parte di transizione tra apparato radicale e fusto) ai singoli rami in quota, grazie al ridotto peso ed ingombro del dendrodensimetro.

AFIDE DEL CIPRESSO

19 Ago

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Negli ultimi anni condizioni climatiche, caratterizzate da primavere umide ed inverni miti, hanno favorito la presenza e la diffusione dell’afide del cipresso.

Cinara cupressi

Il Cinara cupressi, comunemente detto afide del cipresso è un fitomizo: un insetto dotato di apparato boccale pungente-succhiatore che si nutre della linfa elaborata dalle foglie e dei giovani rametti dei cipressi. Questo afide ha un colore grigio-bruno bronzeo scuro ed una lunghezza di circa 2-3 mm.  

Alcuni individui di afide del cipresso su un rametto (fonte http://goo.gl/aVdxTs)

Alcuni individui di afide del cipresso su un rametto (fonte http://goo.gl/aVdxTs)

Sintomatologia e danni

Le punture sui germogli e sui giovani rametti determinano disseccamenti più o meno diffusi della chioma. Le parti attaccate hanno un colore che vira dal verde al color ruggine, con toni rossastri nei casi di attacchi più avanzati. Gli attacchi sulla stessa pianta possono essere contemporanei e determinati da un numero anche elevato di individui concentrati in aree limitate.

Chioma attaccata dall'afide del cipresso

Chioma attaccata dall’afide del cipresso (Foto gentilmente concessa dalla Dott.For.Adolfa Pinelli)

Le parti attaccate della chioma si caratterizzano per la presenza di melata, secrezione zuccherina degli afidi e dalla successiva possibile presenza di fumaggine. Solitamente gli attacchi del Cinara cupressi non determinano la morte delle piante, tuttavia nei casi più importanti ne causano l’indebolimento, talvolta grave, e determinano la possibile insorgenza di attacchi secondari di altri patogeni. 

Lotta

Il Cupressus sempervirens, a differenza del Cupressus arizonica, è in grado di reagire all’attacco dell’afide ricostituendo gradualmente la chioma. Per tale motivo si sconsiglia l’abbattimento e la potatura di un cipresso attaccato dal Cinara cupressi e si raccomanda invece di valutare nel tempo il recupero della pianta. Solo nei casi più gravi infatti l’albero dovrà essere abbattuto. E’ possibile limitare i danni dell’attacco da Cinara cupressi con immediati trattamenti da eseguire preferibilmente ancor prima che l’albero manifesti i danni. 

IL PINO DOMESTICO: GESTIONE E RELATIVE PROBLEMATICHE

20 Set

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Il Pino domestico in ambiente urbano: gestione e relative problematiche.

Il Pinus pinea L., comunemente chiamato “pino domestico” o anche “pino da pinoli” (meno frequente è il nome di “pino italico“) è un albero maestoso e di aspetto inconfondibile che può raggiungere anche i 30 metri di altezza e circonferenze di 4-5 metri.

VALUTAZIONE DELLA STABILITA’ DEGLI ALBERI CON METODO V.T.A. (Visual Tree Assessment)

19 Set

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Alberosano è specializzato nella valutazione della stabilità degli alberi mediante il metodo VTA (Visual Tree Assessment), metodo codificato e riconosciuto in sede legale in Germania ed in altri Stati Europei tra cui l’Italia.

Il metodo VTA è stato messo a punto dal Prof. C. Mattheck , dell’Università di Karlshure (Germania) e si basa su l’assunto che i difetti statici interni di un albero sono solitamente collegati a determinati sintomi visibili esternamente.

Il metodo VTA. consente quindi l’identificazione dei soggetti arborei a rischio statico attraverso l’individuazione ed il riconoscimento di sintomi esterni caratteristici.

Il metodo si basa su due fasi di indagine:

–      Analisi visiva: l’individuo arboreo è sottoposto ad accurata osservazione di ogni sua parte (apparato radicale, colletto, fusto, castello, chioma) per valutarne le condizioni vegetative in relazione al sito di impianto e alla storia dell’albero (potature che ha subito, modificazioni del substrato, etc.).

 –       Quando l’analisi visiva non è sufficiente o qualora si voglia un’ispezione più approfondita si ricorre a l’analisi strumentale, basata appunto su misurazioni  strumentali con apparecchiature specifiche per la valutazione dei tessuti legnosi interni.

Gli strumenti diagnostici maggiormente usati sono il martello ad impulsi, il penetrometro, il fractometro e il tomografo sonico ad impulsi Arbotom®.

Ogni strumento ha delle proprie caratteristiche; il penetrometro, molto impiegato e diffuso, è in grado di misurare la consistenza e la resistenza meccanica del legno interno ad una qualsiasi parte della pianta (colletto, rami, fusto) in maniera puntuale.

Da l’analisi effettuata con il penetrometro si individua quindi la porzione di legno sano residuo rispetto al raggio della porzione esaminata.

Sulla base dei risultati conseguiti si può attribuire a ciascun individuo arboreo oggetto dell’analisi una classe di propensione al cedimento, come stabilito dalla nuova classificazione definita dalla S.I.A. (Società Italiana di Arboricoltura).

Di seguito si riportano le classi di propensione al cedimento:

 

 

Per approfondire si rimanda alle pagine dedicate a l’argomento a cura della Società Italiana di Arboricoltura (S.I.A.).

http://www.isaitalia.org/sezioni-collegi-sia/stabilita-degli-alberi/156-nuove-classi-di-propensione-al-cedimento.html

ABBATTERE UN ALBERO DI PROPRIETA’ PRIVATA NEL COMUNE DI ROMA

19 Set

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La prima cosa da fare è capire se la pianta va oggettivamente abbattuta.

Tale accertamento può essere fatto da un tecnico abilitato, dottore forestale o agronomo, mediante analisi visiva della pianta (VTA – Visual Tree Assessment) e se necessario approfondita con analisi strumentale.

Accertata la necessità di abbattere l’albero, occorre sapere che seppur di proprietà privata, gli alberi sono un bene comune e in quanto tali spesso tutelati.

Nelle aree site a l’interno del territorio del Comune di Roma prima di procedere a l’abbattimento di un albero occorre sapere se:

  1. l’albero è in area sottoposta a Vincolo Paesaggistico;
  2. l’albero non è in area sottoposta a Vincolo Paesaggistico.

Per sapere se la pianta è in area vincolata, occorre consultare la Tavola B del P.T.P.R .(Piano Territoriale Paesistico Regionale) presso il sito http://www.regione.lazio.it/PTPR/PTPRB

Tale verifica può essere fatta personalmente o può essere richiesta ad un professionista.

Altrimenti è possibile richiedere visura dei vincoli a Roma Capitale – Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde – Protezione Civile – U.O. Verde Pubblico e Decoro Urbano – Ufficio Protocollo, Piazza di Porta Metronia 2, mediante richiesta in carta semplice, corredata di esatto punto planimetrico e versamento di Euro 150 ai sensi Delibera Consiglio Comunale n° 68/2010.

E’ possibile scaricare il modulo presso il sito: http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?contentId=NEW165382&jp_pagecode=newsview.wp&ahew=contentId:jp_pagecode

Di seguito le procedure da seguire nei due casi suddetti:

  1. l’albero è in area sottoposta a Vincolo Paesaggistico

Per l’abbattimento di un’alberatura ubicata in area sottoposta a Vincolo ai sensi art. 134C – 136 e 142 D.Lgs. 42/04, in osservanza all’art. 146 dello stesso Decreto, occorre richiedere preventiva autorizzazione paesaggistica. Tale richiesta va presentata a Roma Capitale – Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde – Protezione Civile – U.O. Verde Pubblico e Decoro Urbano – Ufficio Protocollo, Piazza di Porta Metronia 2 00183 Roma, allegando in duplice copia la documentazione richiesta e la ricevuta di versamento di Euro 200 ( ai sensi Del. C. C. n° 68/2010). N.B. A fronte di alberature oggettivamente pericolanti ( Classe D F.R.C. ), il pagamento può essere effettuato anche dopo il rilascio dell’autorizzazione e comunque entro il termine di 30 giorni” (Comune di Roma).

La richiesta di autorizzazione a l’abbattimento di uno o più alberi, va corredata di adeguata Perizia Tecnica a firma di un tecnico abilitato, ad es. Dott. Forestale o Agronomo iscritto all’Ordine degli Agronomi e Forestali.

E’ possibile scaricare i moduli presso il sito: http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?contentId=NEW165382&jp_pagecode=newsview.wp&ahew=contentId:jp_pagecode

2. l’albero non è in area sottoposta a Vincolo Paesaggistico.

“In attesa dell’adozione del Regolamento del Verde e fermi rimanendo ovviamente diritti di terzi, nonché prescrizioni, tutele e disposizioni di diversa natura e competenza ( in particolare le NTA nuovo PRG DCC n°188 – Atti d’Obbligo – prescrizioni originario Permesso di Costruire – nonché R.C. Tutela Animali D.C.C. n° 275/05) nel territorio di Roma Capitale le aree NON sottoposte a Vincolo Paesaggistico ai sensi D.Lgs. 42/04 possono essere liberamente abbattute” (Comune di Roma).